...Ecco, vorrebbe dirlo a quel suo collega. Quel suo collega che in pausa pranzo, quando lei solleva lo sguardo dal piatto o distoglie gli occhi dal suo interlocutore, la guarda. Languido.
Lei, in genere, riabbassa gli occhi sulla crema alla vaniglia, che ha decisamente più appeal per i suoi gusti.
Ma sa che sta lì e la guarda. E se lo becca, lui continua con la coda dell'occhio.
Salvo poi salutarla imbronciato per i corridoi o non salutarla affatto. Salvo poi chiamarla al telefono per il tal documento o la tal cosa che deve spiegargli. Sì, lui spesso non capisce quel che combina lei.
Il languore, vorrebbe dirgli lei, mi piace nei bambini di tre anni, quando fissano rapiti qualcosa che li affascina terribilmente. Qualcosa che non conoscono. Che forse temono.
Io trovo romantici gli occhi che non ti lasciano scampo, che dicono "Vediamo se riesci a liberarti adesso". Senza mollezza. Che magari mi fanno diventare rossa. Viola anche. E non ci vuole poi molto.
Io trovo romantico un morso sulla spalla, dato a tradimento.
Una linguaccia che mi mostra come sei fatto dentro.
Un pizzicotto per rubarmi un lembo di pelle.
Una risata libera, piena, totale.
Una forchetta che indugia nel mio piatto senza avere il permesso. Mi infastidisce e mi piace.
Toh, anche un dito in un occhio lo trovo romantico. Se mi aiuti a mettere il collirio dopo.
Il languore vagamente sdolcinato e (a seguire) il broncio non mi avranno mai. A meno che tu non sia un bambino di tre anni.
Perché, potendo scegliere, preferisco flirtare con un cucchiaino immerso nella crema alla vaniglia. Tutta la vita.