martedì 30 giugno 2009

Soffice.





La curva della strada che osservo dalla mia finestra




Somiglia alla piega della tua bocca quando sorridi.





E' che i miei occhi vedono quel che desiderano.





E tutto ciò che desiderano





Somiglia misteriosamente a te.




domenica 28 giugno 2009

Grandioso. Singolare. Maschile.






Credi che il mio mondo ruoti ancora attorno a te, a quello che dici, a quello che fai... "Evita di ascoltarmi così eviti il pensiero". Grazie, ti sarò per sempre grata per la tua premura. Infinita.



Ma, dimmi un po', tu cosa ne sai dei miei pensieri?



Te li ho restituiti tutti qualche tempo fa e non sapevi che fartene.




Fermi al deposito dei bagagli smarriti. Nessuno li ha mai cercati, nessuno li cercherà. Perché a nessuno appartengono.




Però sai qual è la novità?


Prima di chiunque altro, non appartengono più a me.




Qui lo ha letto Pukk!a-Chiara


venerdì 26 giugno 2009

(just)Broken



"Hard times flowing and my eyes couldn’t see stars shining / My heart couldn’t feel the beauty of the rising Sun / And I’m lost like a bottle that floats in the sea for ever / Will somebody pick up my hope? / Will somebody try? / Will I realize?



Just pieces of truth that I chose to keep and / No matter if now they are gone / No matter if I am alone / Still I can get back on my feet and walk on / As I know there was something to learn / I know there will always be more worth moving on for


’cause it’s broken broken / Something got broken like stolen / Stolen, like if it was stolen / And hurting hurting / I have been hurting and now / Only time will tell



I’d love to be one of those colorful early summer days / When everybody is happy that you came / Everybody smiles back at you as soon as your eyes cross their eyes / But something has to happen first / I know winter has to come before it blossoms"






Broken, Elisa



martedì 23 giugno 2009

Indicativo presente.




Quando il cielo non cede neanche una goccia e tiene tutto per sé, chi lo guarda si accontenta del regalo mutevole delle nuvole. Tu, adesso, prova ad afferrarle se ci riesci. Ti racconterebbero un segreto umido e leggero. Ameresti la loro felice consistenza. Ti spaventerebbe anche. E non vivresti più senza.




A volte io mi fermo a leggerle. Quando si fermano tra le mie dita.







martedì 16 giugno 2009

Senza permesso.

Non c'è bisogno di bussare. Ti lascio entrare comunque.

Ti lascerei entrare anche se non me lo chiedessi. Ho lasciato che entrassi per primo. I tuoi passi, mi piace riconoscerli adesso.

Porta sbattuta, porta serrata, porta socchiusa, scassinata, sventrata.


Perdere le chiavi, ritrovarle, perderle ancora. Mi avevano detto di starci più attenta.


Perderle. Perdermi.


Sbircia dalla finestra e poi entra senza dirmi nulla. Non ne hai bisogno.


Io ti aspetto qui. Al centro della mia stanza vuota.

venerdì 12 giugno 2009

Non sono romantica!




...Ecco, vorrebbe dirlo a quel suo collega. Quel suo collega che in pausa pranzo, quando lei solleva lo sguardo dal piatto o distoglie gli occhi dal suo interlocutore, la guarda. Languido.




Lei, in genere, riabbassa gli occhi sulla crema alla vaniglia, che ha decisamente più appeal per i suoi gusti.


Ma sa che sta lì e la guarda. E se lo becca, lui continua con la coda dell'occhio.



Salvo poi salutarla imbronciato per i corridoi o non salutarla affatto. Salvo poi chiamarla al telefono per il tal documento o la tal cosa che deve spiegargli. Sì, lui spesso non capisce quel che combina lei.




Il languore, vorrebbe dirgli lei, mi piace nei bambini di tre anni, quando fissano rapiti qualcosa che li affascina terribilmente. Qualcosa che non conoscono. Che forse temono.



Io trovo romantici gli occhi che non ti lasciano scampo, che dicono "Vediamo se riesci a liberarti adesso". Senza mollezza. Che magari mi fanno diventare rossa. Viola anche. E non ci vuole poi molto.



Io trovo romantico un morso sulla spalla, dato a tradimento.



Una linguaccia che mi mostra come sei fatto dentro.



Un pizzicotto per rubarmi un lembo di pelle.



Una risata libera, piena, totale.


Una forchetta che indugia nel mio piatto senza avere il permesso. Mi infastidisce e mi piace.

Toh, anche un dito in un occhio lo trovo romantico. Se mi aiuti a mettere il collirio dopo.


Il languore vagamente sdolcinato e (a seguire) il broncio non mi avranno mai. A meno che tu non sia un bambino di tre anni.



Perché, potendo scegliere, preferisco flirtare con un cucchiaino immerso nella crema alla vaniglia. Tutta la vita.




martedì 9 giugno 2009

Ink

Un mucchio di carte davanti e penne, evidenziatori, matite, righelli, copertine trasparenti, faldoni, il cellulare (forse! Sommerso anche lui? Boh! E' silenzioso e timido il mio), il pc da un lato, le candele IKEA pericolosamente impilate l'una sull'altra, la foto di me e mio nipote quasi 7 anni fa (ma io sono sempre la stessa), ancora fogli sulle ginocchia, altri sul letto. Capirci qualcosa. Già.



E poi allungo una mano e scopro di avere dei puntini blu, anzi delle macchie blu in espansione, che partono dall'interno del polso e procedono qua e là sulla mia pelle. Pressoché indelebili. Ho passato il pomeriggio col braccio appoggiato su una penna aperta, inchiostro tedesco.



Mi guardo e sorrido. Ho una strana malattia adesso. Poco grave però, non contagio.

domenica 7 giugno 2009

Domenica # 2

La pioggia, di domenica, mi rassicura. Mi permette di essere esattamente come i miei gatti, immobili da stamattina, non sentono niente o fingono di non sentire. Esausti del nulla.

Il riflesso metallico s'incupisce. Non importa se non si apre un varco nel cielo. Riconoscere le sfumature del grigio è sufficiente. E poi c'è sempre il verde folle della menta se abbasso lo sguardo. Il bianco calce del muro. Il bianco rivela tutto.



Il blu è dentro. E solo per me.

venerdì 5 giugno 2009

Riesci?




- Ma tu riesci a collegare il cervello con la bocca? Tipo... Articolare le parole? Farti capire?




- No! rispondo io.



...



- Che poi non cambierebbe nulla, sai... Io non ti ascolterei lo stesso.








mercoledì 3 giugno 2009

Lezioni.




...Allora insegnami come si fa



a prendersi cura di quella cosa strana,



leggera e grave insieme



e piena e desolata, a volte



e bianca e nera e grigia



e blu, a volte



e mia e tua



e di chi mi passa a fianco senza cedermi il suo sguardo,



di quella cosa che si chiama anima...





Insegnami. Perchè non sai quanto desidero imparare.