mercoledì 29 luglio 2009

Chi resta.

Estate è anche...


due gambe



un cane depresso che segue due gambe


un gatto geloso che segue un cane depresso


un gatto pauroso che segue un gatto geloso che segue un cane depresso. Che, sì, segue le due gambe di prima.

Loro tre non si sopportano.



Ed io, che non c'entro nulla, ci finisco sempre in mezzo...


perché le gambe in questione sono le mie.





Sopravviveremo alle vacanze altrui. Noi quattro.

martedì 21 luglio 2009

A/R

Non restituirmi quello che ti ho dato




perché, sai, non mi sono mai spogliata di nulla di fronte a te ma ho solo imparato che ricevere e dare intimamente si confondono. Si riconoscono senza timori, senza riserve. Si bastano, si nutrono a vicenda. Non hanno peso, non hanno misura.




Ti prego, non prendere a prestito quello che io desidero regalarti. Non t'impedirò di farne ciò che vuoi. Che tu lo tenga ben protetto tra le tue dita o lo getti lontano... Io immaginerò solo di avertelo donato. Immaginerò solo che tu l'abbia ricevuto. Che tu l'abbia sentito e stretto un poco a te.

- Qui lo ha letto Chica -

lunedì 13 luglio 2009

Sappi che non ti voglio bene.

Sappi che non ti voglio bene,



neanche quando seguo il tuo profilo verde e tagliente abbandonarsi nel mare,




neanche quando i miei piedi si lasciano accarezzare da sassi lisci e poi, in bilico, giocano su quelli spigolosi, che preferisco,



neanche quando vedo viola ed è lavanda, giallo ed è ginestra.



Sappi che non ti voglio bene,





neanche quando, con la testa sul finestrino di un treno stanco, alzo gli occhi poco più su del porto e capisco di essere arrivata. L'ho fatto mille volte, di guardarti così.





Non c'è un solo volto, tra i tuoi, che mi restituisca quello sguardo. Non c'è mai stato.





A parte il mare. Mutevole come lo sono io.



Sappi che non ti voglio bene. Tu non ne vuoi a me.




- qui l'ha letta lo Splendido -





venerdì 10 luglio 2009

Leggerezza









Adesso ritaglia la sagoma dell'elefante... E poi ritaglia quella della piuma, attento a seguire bene il bordo però... Adesso incolla la piuma sul dorso dell'elefante. Così va bene, direi...






Eccoti!





Se vuoi tenere la piuma in mano, ti toccherà sollevare anche l'elefante che sta sotto.






domenica 5 luglio 2009

Nella bocca.





Stasera ti avrei chiesto scusa. Se non fosse che mi si blocca tutto in bocca. E lo so, non è una buona giustificazione, è solo la mia verità, eccola, tu la conosci. Evito chi mi osserva, eppure io li sento gli occhi su di me. Ripartirei dal via, se avessimo tempo. Stasera ti avrei chiesto scusa perché non capisci le linee del mio viso, che ti sembrano curvate in modo strano, perché non sai dove arriva il mio sguardo, ti pare solo di leggere un'assenza. Ti mando via col cuore grave. Ti invecchio. E tu dici che vecchio già lo sei.





Se ne fossi capace, ti racconterei tutto quello che mi attraversa, quello che è stato e quello che vorrei che fosse. Ti racconterei come vanno le manovre di avvicinamento verso quella cosa strana che si fa chiamare... Non ricordo come. Esiste, mi è sembrato di osservarla da vicino e persino di toccarla. Ti racconterei che non c'è nulla che mi appartenga fino in fondo, nulla che mi appartenga veramente, ma lo farei senza spaventarti troppo, non tanto quanto lo sono io, almeno. E' che non credo di riuscirci, ancora. Traduci tu quel che lascio intravedere. Ho le mani che parlano per me. Vorrebbero confonderti tagliando l'aria intorno. E poi mi coprono la bocca. E poi gli occhi. E poi si prendono il mio viso.




Hai la pazienza silenziosa di aspettare le parole che non riescono a vibrare, non è così? Io lo so. A me invece manca. A me manca. A me manca. Manca.