E' scuro fuori, anche freddo, penso. Forse piove, perché il vetro, poco a poco, sembra superficie che si increspa. Distendo la testa, imbozzolata nella mia sciarpa, mi lascio riscaldare dal tepore inaspettato di questo vagone silenzioso, mi sveglia solo il bagliore freddo di un monitor, se avvicino la fronte stanca (e felice) al finestrino. Vibra piano il treno, vibrano piano i tasti, socchiudo gli occhi, la luce bassa accompagna le palpebre e mi lascia godere di quel che la mente ha trattenuto per me. Lei si è presa voce, corpo, odore, parole, sapore. Probabilmente sorrido inconsapevole. Potrei viaggiare ancora per molto.
E poi giro la testa dall'altro lato, riapro pigramente gli occhi e li vedo, lui le scosta i capelli dalla fronte, le parla scandendo bene ogni parola, molto vicino all'orecchio, sento appena quel che dice "sì, eravamo in ritardo, ma ora non più..." e le spiega che presto arriveremo qui e poi qui e poi le stringe le dita della mano sinistra, molto più piccola della sua, le pizzica lieve il palmo con l'indice, e la guarda con l'intensità di chi pronuncia una dichiarazione d'amore. Parlando del ritardo di un treno. Alla propria figlia.
Ed io, nel grembo caldo del vagone che sferraglia e ti sussurra, penso che così vorrei viaggiare ancora a lungo.
18 cose da dirti:
io amo i viaggi in treno, appoggiare la testa al finestrino e scorgere il paesaggio, mentre la mia mente viaggia in parallelo nel mondo dei sogni. Mi piace incontrare lo sguardo di chi viaggia con me, capire cosa fa, cosa legge, cosa dice...risulto un'impicciona, ma vivo di curiosità.
Anche per me è così, sai...
:-)
il più bel modo di viaggiare...anche con la mente. delizioso, laura!
Così si digerisce anche Trenitalia...(bello Laura)
Incrociare visi, sguardi e pensieri (anche silenziosi) è la parte più bella del viaggio.
E a leggerti ho sentito leggerissimo lo sferragliare, ma fortissimo il sussurrare. Grazie.
e un po' perdersi
Grazie mille :-)
Davvero quel papà e quella figlia mi sono rimasti dentro e si sono mescolati ad altri miei pensieri. E' stato un bel viaggiare...
(hai ragione, Splendido: Trenitalia in effetti si fa amare di rado...)
Antonio, forse più che perdersi, voler non arrivare mai (che può anche capitare sul serio!)...
Ma quanta incomprensibile animosità per Trenitalia... (bello Laura!)
Mich, grazie :-)
Mi è tornato in mente questo...
http://ascopoludico.blogspot.com/2009/09/grazie-trenitalia.html
Ho vissuto. E con questo post, rivissuto. Grazie, perché la morale è "Bisogna trovare la voglia di essere sempre come quel papà, anche assieme a una preadolescente, a un coetaneo, a un nonno, da soli".
Belle immagini, tenere e rassicuranti! Che riconducono ad altri viaggi che un po' tutti abbiamo fatto, con quel misto di aspettativa e piacere che ci accompagna nell'affrontare paesaggi e situazioni inconsuete.
http://specchio.ilcannocchiale.it
Matteo, tanto belle le tue parole (uh, i preadolescenti!) :-)
Specchio, grazie! Aspettativa e piacere, ecco qualcosa con cui riempire sempre la propria valigia...
Il quadro è un vero quadro, da godere.
Temo però che se spennellassi io verrebbero fuori dei colori indigeribili... io viaggiare no :P
le parole di quel papà hanno trasformato il rumore del treno sulle rotaie in una ninna nanna in grado di far viaggiare la mente verso l'infinito
Ora mi sento un po' in colpa, leggendo qui:
http://www.maninafutura.com/20100201/buon-viaggio/
I tuoi post mi fanno affiorare ricordi di pagine lette e mai dimenticate. Pare sia così. Dopo quest'ultimo, mi è venuta in mente la conclusione delle Città Invisibili di Calvino: "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio".
E mi sembra che tu sia bravissima a cogliere gli scorci che si aprono e a formare con questi i frammenti di una città ideale.
Stefano
...Ed essere letta da te, Stefano, e leggerti e leggere le parole tanto alte che trascrivi qui è un vero regalo, sai?
Grazie!
ps. noi aspettiamo eh, di ascoltare la tua voce!
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