...E in questi giorni pensavo che ho negli occhi un'immagine tutta nuova per me: il maestro che solleva l'allievo, lo tiene ben saldo sui fianchi finché la mano fa presa sicura sull'anello; lo slancio energico e deciso che lo issa, al culmine della tensione: la tensione di chi sale e di chi rimane a terra. E poi le ultime parole, quelle che si dicono (o non si dicono o si intuiscono o si vivono e non si sentono), appena dietro le spalle, appena prima di lasciar solo qualcuno a fare il proprio dovere.
Il maestro lo accompagna, lo solleva. Lo lascia andare. Ma segue l'allievo con lo sguardo. Ed io, seppure da lontano, ho pensato (e penso ancora) a quello sguardo, forse difficile da sostenere, forse difficile da restituire talvolta, come ad un serbatoio di coraggio straordinario. Per entrambi. Per chi vola e per chi insegna a volare.
10 cose da dirti:
laura, tu la devi smettere con questi pezzi invidiabilissimi, hai capito??
:-)
Grazie Michela, detto da te vale moltissimo...!
Giuro, davvero niente di "invidiabile", io credo... Però grazie, i tuoi complimenti me li godo tutti.
:-)
(bellissimo, non so dire altro. Bellissimo)
molto bello :-)
Simple, arrossisco seriamente così :-)
Chiara, a te e ai tuoi un grazie grande...!
Stupendo, "un serbatoio di coraggio straordinario per chi vola e per chi insegna a volare". Mamma mia!
Zazie, credo ci voglia un serbatoio bello capiente :-)
Ps. sono davvero contenta che tu sia passata di qui!
(Ecco, stasera, di quel coraggio lì, il coraggio della mano sulla testa o sulla spalla, ne avrei bisogno anch'io, ma per nulla di eccezionale! A me serve il coraggio delle e nelle piccole cose... E, stasera, lo scrivo qui.)
noo (pacca sulla fronte), mi si è innamorata dell'insegnante di balletto! Lo sapevo! Ma è gay! (l'ho intravisto al concerto della uìtnei iuston)
No Linda! Mi hai fatto sorridere, ma sei fuoristrada!
To-tal-men-te :-)
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