Lei mi guarda con l'espressione di metà sorriso e incredulità. Forse altera, ma se le fisso intensamente gli occhi è solo spavento o sottile rassegnazione. Più sotto ancora, che affiora dal fondo, riconosco invece il desiderio, come fuoco vivo, e lo stupore contenuto per quel desiderio provato. Ha una pelle bellissima, legno di tiglio liscio. La puoi toccare. E un enorme pappagallo sulla testa, che con grazia lontana porta su di sé, senza peso, con apparente noncuranza. Lui, il becco vicino all'orecchio ben nascosto dai capelli, sembra suggerirle qualcosa. Lei non credo ascolti o forse sì.
Sono giorni in cui immagino le persone, non tutte, solo alcune e forse anche un po' me stessa, avere pappagalli di pensieri e desideri e dolori e piccole felicità e piccole follie sulla testa. Che sussurrano, che si fanno ascoltare piano, che non volano mai troppo lontano da chi li nutre e li porta con sé. Come la ragazza di legno di tiglio.
(ho visto e toccato davvero e poi "immaginato" un'opera di questo artista...)
4 cose da dirti:
Mi è piaciuto tanto questo post. E poi io conosco davvero un pappagallo e quando sono triste mi si posa accanto e fischia piano.
Grazie GB, davvero! Anzi, benvenuto o benvenuta!
(questo post mancava di voci - a volte capita! - e trovarne una mi ha fatto piacere...)
quando ti penso non ti penso mai con la testa tra gli uomini. t'immagino sempre mentre guardi le nuvole, o le onde, o le creature più strane... questo vuol dire scrivere bene. sei nata nella mia mente con la tua scrittura e quello che sei diventata è esattamente come sei, il sogno di ogni scrittore. :-*
Manu, le tue parole sono un regalo bellissimo... Non sai come e quanto mi è caro quello che hai scritto, il valore grande che ha per me!
GRAZIE (anche se scriverlo mi sembra poca cosa...)
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