Ieri sera ho lasciato che le persone che erano con me mi precedessero un poco lungo il sentiero che ci riportava sulla strada principale. Per un attimo ho avuto, solo miei, il colle verde, scuro e silenzioso, alla mia destra, il mare, appena sotto, borbottante, scuro anche lui, alla sinistra. La salita di sassi e le mie ballerine volitive come scarpe da montagna. Stretta nella giacca nuova, comprata a poco per la sua fodera meravigliosa, che nella mia testa sa di nostalgia, la fodera meravigliosa della nostalgia dentro la giacca anonima che tengo sulle spalle o sulla testa quando mi piove addosso... E poi molte, molte stelle sopra, di quelle che scopri all'improvviso, appena stacchi lo sguardo dai passi incerti e bui. Il cielo appena striato di un biancore latteo ma il carro, quello l'ho visto, lo riconosco sempre!
Secondo me lo dici, ma non vedi nulla! Qualcuno mi burlava da lontano, più su nella salita.
Amo indicarlo a chi non lo conosce e non ci riesco quasi mai.
Allora, per quel pugno di stelle, capita talvolta che presterei volentieri i miei occhi. Adesso che ci penso, anche per il computo silenzioso e confuso dei bagliori delle lucciole. Che sono le prime a chiamare l'estate. Quella dei ricordi luminosi e quella della luce che verrà.
4 cose da dirti:
questa cosa della fodera meravigliosa dentro la giacca anonima dice moltissimo di te :)
Tu dici?
Io non so, stasera, ad esempio, sento solo le "cuciture" della giacca... A volte va così. (E però grazie Gary!)
smack (così, per questo post)
:)
Claudia e a te un abbraccio!
:-)
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