giovedì 15 luglio 2010

Chi resta # 2

La casa, quando tutti partono, è stranamente meno vuota, è come se si lasciasse riappropriare. C'è il bucato (piccolo) da stendere il mattino, la spesa (piccola) da fare, il pranzo (piccolo) da preparare. La gatta nera che mi guarda perplessa e prende in ostaggio i miei piedi sin dalla mattina prestissimo, la grigia Tina che continua a vivere come se nulla fosse. E poi c'è la sera, la sera da poter leggere fino a tardi, tanto tardi...
E, se ascolto bene, c'è un tipo di silenzio nuovo che è assenza di voci, non assenza di parole.
E un po' mi piace questa casa. Delle vacanze. Degli altri.

5 cose da dirti:

dessisa ha detto...

quando sono andata a stare da sola ho fatto una fatica enorme a fare tutte le cose "piccole". Soprattutto la spesa.

Laura ha detto...

Isa, vorrei che le mie fossero prove tecniche di libertà (da riconquistare)... Però ci credo, fare quelle piccole cose può esser faticoso. Ma appagante :-)

mich ha detto...

piccola spesa: 1 pesca, 2 albicocche, mezzo litro di latte, 3 carote.
piccolo bucato: 2 calzini, 2 mutande, 1 maglietta, 1 costumino.

Sei bravissima. E' ora di prender casa.

baskerville ha detto...

una casa vuota ha più aria da respirare. ha spazi da conquistare e meno limiti da rispettare. ha stanze nuove e nuovi colori. nuovi rumori da capire come se finalmente la sentissi respirare. una casa vuota non è un cuore solo. è un corpo nuovo.

Laura ha detto...

Mich, come hai fatto ad indovinare? :-) (E' ora, sì!)

Baskerville, quello che hai scritto, come lo hai descritto, rende perfettamente il senso di quello che volevo dire. Grazie!