Io di musica non so quasi nulla e non ne so parlare. Però... Però quando ti capita di essere vicino ad un piccolo palco, in una piccola piazza che è come una piccola culla, hai come una visione tutta nuova di quello che ascolti: hai idea dello sforzo fisico e degli sguardi d'intesa e di godimento reciproco, come se il ritmo si costruisse anche negli occhi che si cercano e nei corpi che vivono (battono, soffiano, pizzicano, sfiorano) e si offrono agli strumenti; del contrabbasso e della batteria che insieme ti fanno vibrare qualcosa (che io non conosco, davvero) dentro, qualcosa di nascosto che vien fuori poco a poco, mentre questo strumento qui ti porta incredibilemente lontano, lontano ma dritto verso l'alto. E poi le mollette da bucato che tengono saldi gli spartiti (più o meno). Volerebbero lontano anche loro e tu, pur seduto, li seguiresti con la stessa leggerezza. Oltre la piazza, oltre le teste e i loro pensieri. Oltre.
8 cose da dirti:
mica poco !
Antonio, mica poco per davvero :-)
ognuno ha la propria musica: l'importante è riuscire ad ascoltarla, anche con quella leggerezza che, tutto a un tratto, porta via, via ...
Eh ma di queste cose non serve saperne parlare, serve sapere sentirle.
Un po' come hai fatto tu.
...dove le parole non arrivano li inizia a parlare la musica (cit.)
Il sassofono! Il sassofono ha qualcosa di speciale che gli assicura un posto di riguardo tra tutti gli strumenti. O pare solo a me?
E' vero ascoltare, sentire è importante, ma è importante anche farlo con consapevolezza (eccolo, il mio cruccio di non conoscere la musica, a cui tento di porre rimedio poco a poco...) :-)
Daniele, da profana lo trovo anche io uno strumento straordinario!
Pensi che dirci che cos'hai sentito rovinerebbe la poesia del ricordo?
Carlemone
Ciao! Ho ascoltato due concerti di questa rassegna:
http://www.musicamdo.it/category/edizione-2010/
(gli ultimi due, l'ultimo notevolissimo, ma il post è nato dal penultimo dell'elenco...)
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