(Albero della vita di Hannah Cohoon, 1854)Non so se sia una questione di indizi o di cose che prendono forma davanti agli occhi poco a poco, in genere piuttosto silenziosamente, come fossero forti di nuove riserve di coraggioso slancio (che magari ti fan fare solo un passo oggi e domani, poi, chissà...), oppure sia anche una questione di riabituarsi all'idea della possibilità, quello strano principio per cui ad un pensiero di vento che scompiglia, ti viene concesso un pensiero che invece filtra la luce (ma il vento, anche tempestoso, si fa amare lo stesso e forse di più e, ventosi o luminosi, i pensieri ti tocca proteggerli tutti).
Un po' come per le mezze stagioni, io ho sempre pensato, e insieme sperato, che esista una qualche forma di primavera (perfetta e distratta) affacciarsi proprio quando l'estate si lascia morire.
* K. Capek, L'anno del giardiniere (ispirata dalla sua libreria, un piccolo libro piacevolissimo.)
6 cose da dirti:
mi fa piacere che ti sia piaciuto, il libro :-)
(sì, mi piace tanto l'ironia divertita :-) quella che ti fa sorridere senza che te ne accorgi. E poi penso che lo regalerò. A mio papà, che di cose verdi e terrose s'intende.)
Mi prendo il consiglio letterario (indiretto) a gratis.
:)
Brava Simple, fai bene :-)
Ma quanto è vera questa cosa della felicità in differita, mi sa che è un po' colpa dei ricordi, forse...
(grazie per la canzone, non la conoscevo!)
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