martedì 31 agosto 2010

"Non cogli mai in flagrante la primavera"*

(Albero della vita di Hannah Cohoon, 1854)



Non so se sia una questione di indizi o di cose che prendono forma davanti agli occhi poco a poco, in genere piuttosto silenziosamente, come fossero forti di nuove riserve di coraggioso slancio (che magari ti fan fare solo un passo oggi e domani, poi, chissà...), oppure sia anche una questione di riabituarsi all'idea della possibilità, quello strano principio per cui ad un pensiero di vento che scompiglia, ti viene concesso un pensiero che invece filtra la luce (ma il vento, anche tempestoso, si fa amare lo stesso e forse di più e, ventosi o luminosi, i pensieri ti tocca proteggerli tutti).


Un po' come per le mezze stagioni, io ho sempre pensato, e insieme sperato, che esista una qualche forma di primavera (perfetta e distratta) affacciarsi proprio quando l'estate si lascia morire.






* K. Capek, L'anno del giardiniere (ispirata dalla sua libreria, un piccolo libro piacevolissimo.)

6 commenti:

chiaratiz ha detto...

mi fa piacere che ti sia piaciuto, il libro :-)

Laura ha detto...

(sì, mi piace tanto l'ironia divertita :-) quella che ti fa sorridere senza che te ne accorgi. E poi penso che lo regalerò. A mio papà, che di cose verdi e terrose s'intende.)

simple ha detto...

Mi prendo il consiglio letterario (indiretto) a gratis.
:)

Laura ha detto...

Brava Simple, fai bene :-)

O'Keeffe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Laura ha detto...

Ma quanto è vera questa cosa della felicità in differita, mi sa che è un po' colpa dei ricordi, forse...


(grazie per la canzone, non la conoscevo!)