Se, tra tutte le cose che desidererei essere o desidererei regalare a me stessa, potessi sceglierne una, io vorrei avere la dote delle persone accoglienti. Io ne conosco alcune: sono quelle che, spesso ci penso, ti fanno entrare nelle loro parole, nelle pagine dei loro libri, nei cibi che preparano, nella musica che scelgono, nelle loro coperte anche, senza il bisogno di dirti "fai come come se fossi a casa tua". Lasciano che tu semplicemente sia, così per come sei. Ecco, pensavo, il dono delle persone accoglienti: sanno diventare, sanno essere per qualche meraviglioso motivo o misteriosa circostanza, anche se sei lontano da quella in cui sei abituato a vivere, la tua vera casa.
18 cose da dirti:
una splendida definizione
laura, io un po' ti odio quando scrivi così bene (ma con amore)
ho avuto la fortuna di vivere tutto quello che hai scritto proprio ieri...una esperienza bellissima, difficile da cancellare.
Zu, grazie... ma davvero tanto :-)
Michela, sono ripetitiva se ti dico quanto mi fanno piacere queste parole dette da te (so, so che è con amore...)? :-)
Sospesanelviola, è una vera fortuna, che bisogna saper custodire sì ;-)
io di tutte le cose che desidererei essere o regalare a me stessa sceglierei probabilmente la grazia, quella del raccontare le cose sottili semplicemente sfiorandole, come con ali di farfalla.
Penso che il raggiungimento di ciò che si può definire una buona accoglienza derivi da una disposizione bilaterale.
Alcuni miei ospiti non li avrei mai voluti dover salutare ai binari della stazione o sulla pista di un aeroporto, li avrei tenuti nel taschino della camicia per poterli tirare fuori in altre mille situazioni. Altri, dopo mezz'ora, li avrei rivoltati giù dal balcone.
Syl, ed io sono senza parole per le tue...
:-*
MF, che bella questa immagine del taschino! Io, in particolare, parlavo degli amici, quelli lontani, che non sono semplici ospiti per me... Per il resto non posso che condividere quello che dici: la disposizione d'animo nel farsi accogliere è parte fondamentale!
Tu hai definito perfettamente una cosa che una volta avevo tentato di esprimere anch'io ma mi era riuscita solo a metà.
Raffa, era questo, vero?
http://visionidistanti.wordpress.com/2010/08/28/sentirsi-a-casa/
Ed è bellissimo (e racconta tutto meravigliosamente!)...
Cara Laura, è da poco che leggo i tuoi pensieri. Sono capitato per caso sul tuo blog e mi ha incuriosito. La tua scrittura ha il dono di coinvolgere emotivamente chi legge. Non è poco.
Questa è una cosa che mi fa un grande piacere, sai...?
(grazie e benvenuto!)
persone straodinarie (almeno quanto lo sei tu)
Grazie Simple... loro sicuramente lo sono :-)
Tempo fa, avevo preparato un post col disegno di una casa fatto da Petite.
Non so neanch'io come e perché, è rimasto salvato tra le bozze e leggere queste tue parole delicate, me lo ha fatto ricordare.
Lei ha disegnato la classica casetta che disegnano i bambini, un po' sbilenca e col tetto a punta e le finestre colorate.
Sotto al disegno, avevo scritto tre righe su quella bella sensazione che è il sentirsi a casa e che tu qui hai riprodotto in modo meraviglioso.
Elle ne sono felice, felice che quello che ho scritto ti abbia fatto ricordare un disegno della piccola (che è così brava poi!).
Ed è anche bello riaverti qui (la tua è una di quelle voci che mi mancano/mancavano, grazie...)
detesto chi sa dire le cose quando deve dirle fare le cose quando deve farle e accogliere quando deve accogliere ..
mi piacciono quelli meno fortunati, quelli sfasati, arrabbiati, geniali solo per sentito dire..
meglio i ringhi, i vaffanculo
io mi regalerei l'incoscienza.
available blu o in blu ...
Tutto merito di Michela, ovviamente. Se non avessi letto il suo post, non mi sarebbe venuto in mente. Ricordi. Lontani. Già.
Libero, anche la spontaneità sarebbe un bel regalo da farsi. E l'incoscienza regala a volte cose bellissime, altre cose tremende. Ma forse hai ragione, merita di essere vissuta in certe circostanze.
ndr, sì, i suoi post sono talmente belli che ispirano non solo pensieri, ma anche parole da scrivere...
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