I progetti, quelli del costruire, hanno la carta liscia, pulita e il candore della possibilità. La matita, anche quella dei pensieri, anzi prima quella dei pensieri, oltrepassa le linee definite, se incontra gli ostacoli della realtà riconosce le potenziali deviazioni, si arricchisce, si reinventa e ricerca nuovi equilibri. Talvolta ci riesce benissimo, talvolta no. Ma non si spaventa. O, se si spaventa, non indugia troppo sulla paura. Se la lascia vibrare un po' addosso e poi ricomincia a tracciare linee e curve, a stupirsi delle nuove scoperte, tipo quelle che stan sotto gli intonaci scrostati. Forse, in questi giorni, pensavo a quanto infinitamente più difficile sia ritrovare l'entusiasmo delle cose appena nate quando bisogna ripulirle o ricostruirle, farle tornare splendenti, nutrirle di una nuova cura, con il doppio della forza e dell'attenzione che siamo disposti a trovare nelle nostre mani, per riconoscerne di nuovo il profilo familiare, quotidiano, rassicurante, quello che si ama inconsapevolmente, quello che quando una mattina lo ritrovi sfigurato, improvvisamente fai fatica a riconoscere te stesso. Non so, mi ritrovo a pensare che, in modi diversi, un piccolo prefisso, che sia una casa, che sia una strada, che sia un amico, richieda molto più impegno, molta più buona volontà, tenacia e pazienza di quello che siamo abituati a chiedere a noi stessi, al nostro tempo, ai nostri pensieri.
8 commenti:
Mi dà molto da pensare questa cosa dell'amare inconsapevolmente.
Raffa, non so se l'espressione che ho usato sia felice... non è l'amare ripiegato nell'abitudine (che forse non è neanche amore), è più l'amare silenzioso nella quotidianità (che finisce per essere indispensabile).
(Dà da pensare anche a me :-) però... non sono brava nel "definire" queste cose)
tu invece sei straordinariamente brava a definirle, queste cose.
(questa cosa detta da te, mi lusinga moltissimo e mi fa tanto piacere... grazie!)
@Laura: sì sì, l'avevo proprio inteso come dici tu, sei stata più che brava nel definirlo!
Concordo, una definizione ineccepibile.
beh, allora ne sono proprio contenta :-)))
"..che sia un amico, richieda molto più impegno, molta più buona volontà, tenacia e pazienza di quello che siamo abituati a chiedere a noi stessi, al nostro tempo, ai nostri pensieri." quest'ultimo pezzo lo sottoscrivo!
Il guaio è che poi tutto questo può andare perso e bisogna farsene una ragione. Nulla è per sempre!
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