Un anno fa (qualche giorno prima di oggi, per la precisione) dissi a mio nipote Tommaso (che ne aveva appena sei): "Per il mio compleanno, se ti va, scrivimi un pensiero!". E lui mi consegnò questo:
Un giorno tutti fanno il compleanno / è una cosa naturale / perché sennò non cresceresti / e per crescere devi mangiare molto / anzi un po' / sennò dopo ti ingrassi / ecco perché!
Questo è per la mia sia Laura / vi è piaciuto?
A me sembrò subito di una tale saggezza! Una saggezza maschia, senza fronzoli, parole precise, dritte al centro delle cose. Lo incorniciai e lo appesi in camera e anche oggi, che ne faccio 30, mi saluta con la sua essenziale energia.
Qualche mese fa, invece, parlavo dell'età (e delle età) con una persona che ho avuto la fortuna (anzi no, per me è stato più come un regalo...) di conoscere in quest'ultimo anno. Io lo incalzavo: "Perché vedi, tu puoi avere 20, 30, 40, 50 anni ma ciò che conta è come li vivi quegli anni lì: cioè io posso averne 30 e tu 42 ma magari io sono la più insoddisfatta del mondo, per dire, la più infelice (!) e tu il più appagato. Che importa qual è l'età? E' come vivi la tua
vita che conta!".
"Sì, è vero..." mi ha risposto con voce vestita di verde, pregustando in bocca le parole che sarebbero arrivate, "Ma se tu hai 30 anni e io ne ho 42, questo significa che hai ben 10 anni di tempo per diventare come
me!".
A me è sembrata saggezza (spudorata saggezza!) anche questa. E poi - io che ci capisco pochissimo - ho pensato che gli uomini sanno essere saggi, contrariamente ai luoghi comuni, a tutte le età. Alcuni (ma è cosa rara!) lo sono persino splendidamente...
Me lo concedete, vero? Di aggiungere delle note a margine (i miei pensieri notturni...). Solo per dire: - che chi passa di qui e legge spero mi perdonerà questo egocentrismo da compleanno: dura solo un giorno, in fondo! - che una delle cose belle, per me, oggi, è vedere il mio telefono prendere vita tutto ad un tratto: in genere è piuttosto silenzioso, per cui il fiorire di messaggi mi rallegra. E' triste a dirsi? Non lo so, non credo... Mi godo, come non mai, le parole che arrivano, specie quelle inattese! - che una persona a cui ho detto: "no, non farò bilanci, anche se cambia la decina", mi ha risposto: "ma figurati, oggi si semina a trenta e si raccoglie a quaranta!" (mi piacerebbe sentire l'opinione degli splendidi quarantenni e delle splendide quarantenni che conosco, al riguardo! Io son d'accordo...); - che trascorrerò questo weekend tra persone a cui voglio molto bene e che mi accolgono sempre con generosità smisurata: e parlo della generosità di chi mi ospita, di chi organizza e mette a disposizione le proprie energie, la generosità di chi fa strada (tanta o tantissima o poca o pochissima!) per condividere del tempo insieme. Ed è un tempo straordinario, che si fa amare. Ed è un vero regalo.
(E qui un altro regalo)