...E in questi giorni pensavo che ho negli occhi un'immagine tutta nuova per me: il maestro che solleva l'allievo, lo tiene ben saldo sui fianchi finché la mano fa presa sicura sull'anello; lo slancio energico e deciso che lo issa, al culmine della tensione: la tensione di chi sale e di chi rimane a terra. E poi le ultime parole, quelle che si dicono (o non si dicono o si intuiscono o si vivono e non si sentono), appena dietro le spalle, appena prima di lasciar solo qualcuno a fare il proprio dovere.
Il maestro lo accompagna, lo solleva. Lo lascia andare. Ma segue l'allievo con lo sguardo. Ed io, seppure da lontano, ho pensato (e penso ancora) a quello sguardo, forse difficile da sostenere, forse difficile da restituire talvolta, come ad un serbatoio di coraggio straordinario. Per entrambi. Per chi vola e per chi insegna a volare.