giovedì 29 aprile 2010

Illuminazione # 4 (o un pensiero)

...E in questi giorni pensavo che ho negli occhi un'immagine tutta nuova per me: il maestro che solleva l'allievo, lo tiene ben saldo sui fianchi finché la mano fa presa sicura sull'anello; lo slancio energico e deciso che lo issa, al culmine della tensione: la tensione di chi sale e di chi rimane a terra. E poi le ultime parole, quelle che si dicono (o non si dicono o si intuiscono o si vivono e non si sentono), appena dietro le spalle, appena prima di lasciar solo qualcuno a fare il proprio dovere.
Il maestro lo accompagna, lo solleva. Lo lascia andare. Ma segue l'allievo con lo sguardo. Ed io, seppure da lontano, ho pensato (e penso ancora) a quello sguardo, forse difficile da sostenere, forse difficile da restituire talvolta, come ad un serbatoio di coraggio straordinario. Per entrambi. Per chi vola e per chi insegna a volare.

martedì 13 aprile 2010

(piccola cosa di poco conto)

Tra tutti, quello che amo è il silenzio della sera, quando apro la finestra e lascio entrare la città che vive e parla da lontano, quando l'unica cosa che sorreggo sulla testa sono i capelli bagnati avvolti in un asciugamano vecchio e sento l'aria che si fa vapore sulla pelle, il calore appena sotto gli occhi, il luccichio vibrante che racconta la sua vita, ed anche un po' la mia, alle pupille incredule, stanche forse. Ascolterei tutto io, di quel brusio indistinto. Perché a me sembra, in quel silenzio, di riconoscere delle voci. Perché a me sembra che da lontano qualcuno mi stia parlando. Ed io, seppur lontana, ascolto.