I sentieri si percorrono quasi in silenzio, si respira l’aria come fosse estratto odoroso di foglie umide e terra viva, il fiato cerca e trova, col cuore, un ritmo nuovo, come a fuggire dalla gola prima, regolare poi. Assieme ai muscoli, gli occhi si allenano allo stupore continuo, si riconciliano con il verde nelle gradazioni più o meno conosciute, i gialli, i rossi e i viola che squillano o bisbigliano il colore, e con gli azzurri che si aprono all’improvviso sotto e intorno.
Poi può anche capitare che le tue pedule decidano, forse all’improvviso, forse no, che la strada percorsa è stata lunga, non siamo in marcia da ieri!, ma mica ti chiedono di fermarsi se, poco più avanti, hai la fortuna di incontrare la solidarietà di un gesto privo di parole di un altro viandante. E torna il tempo di mettersi in cammino, stomaco, occhi, orecchie colmi di piacere semplicissimo, il taccuino del percorso da scrivere solo coi tuoi passi: di salite, di discese, dell'andare ancora.
9 cose da dirti:
c'è un partire, e un arrivo. e in mezzo c'è ogni colore. basta non fermarsi.
ci sono molte parole, tue, che aspettano di essere dette e scritte e vissute. aspettano di andare.
Buon viaggio Laura, anzi buon cammino :-)
Ma grazie :-)
A "camminare" la vita, con le gambe, con le parole, col fare, non bisogna disabituarsi mai (sto imparando a restare allenata).
silenziose assonanze.
Per continuare ad andare, nonostante tutto, occorre il gusto per le sfumature....
Raffa, assolutamente sì.
Jaenada, ecco lo penso anch'io! Per questo bisogna tenere gli occhi aperti e pronti alla sorpresa :-)
Laura
Che bella.
Grazie!
E pensa che adesso, tra i miei desideri, ci sono delle pedule e il poter scarpinare ancora :-)
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