Ho comprato una nuotatrice di legno.
Mi ha chiamato dall’alto di una mensola, in un negozio che amo molto e in cui entro di rado.
E’ una nuotatrice anomala, nulla a che vedere con profili sinuosi e guizzanti, pronti per spiccare tuffi in mare. E’ una signora, un poco rotondetta, che porta compostamente i capelli in una cuffia, sfoggia con grazia d’altri tempi un costume anni Venti color turchese, meraviglioso a contrasto col chiarore della pelle. Il legno qui e lì si è scrostato, invecchiato dalla salsedine di questa storia che ho pensato per lei, i tratti del viso tradiscono la mano che ha dipinto, gli anni che passano, la vita. Ma ha una sua bellezza, che le rende quasi una nobiltà nei modi e nelle forme.
Sorregge tra le mani qualcosa che assomiglia ad un piccolo vassoio, è perfetta per fermare i libri da cadute rovinose lungo lo scaffale della libreria, ho pensato. Ma ancor prima devo aver pensato, vedendola così in alto ma per nulla altera, che la signora di legno antico forse non è pronta per tuffarsi ancora, forse contempla il mare freddo e spumeggiante, il mare quasi privato di primavera, quello intatto, che si fa guardare e promette, di onda in onda, il calore che verrà.
Mi ha chiamato dall’alto di una mensola, in un negozio che amo molto e in cui entro di rado.
E’ una nuotatrice anomala, nulla a che vedere con profili sinuosi e guizzanti, pronti per spiccare tuffi in mare. E’ una signora, un poco rotondetta, che porta compostamente i capelli in una cuffia, sfoggia con grazia d’altri tempi un costume anni Venti color turchese, meraviglioso a contrasto col chiarore della pelle. Il legno qui e lì si è scrostato, invecchiato dalla salsedine di questa storia che ho pensato per lei, i tratti del viso tradiscono la mano che ha dipinto, gli anni che passano, la vita. Ma ha una sua bellezza, che le rende quasi una nobiltà nei modi e nelle forme.
Sorregge tra le mani qualcosa che assomiglia ad un piccolo vassoio, è perfetta per fermare i libri da cadute rovinose lungo lo scaffale della libreria, ho pensato. Ma ancor prima devo aver pensato, vedendola così in alto ma per nulla altera, che la signora di legno antico forse non è pronta per tuffarsi ancora, forse contempla il mare freddo e spumeggiante, il mare quasi privato di primavera, quello intatto, che si fa guardare e promette, di onda in onda, il calore che verrà.