giovedì 15 dicembre 2011

Le cose che so fare. Esercizio rubato alla Mich, sulla scia della Chiara.


So stare in silenzio. La solitudine silenziosa è la mia sciarpa di lana spessa: a volte mi fa paura, altre mi conforta e mi riscalda. Sto cercando di addomesticare la parte spaventevole con l’introspezione, lunghe e-mail (che non sempre invio) e il mio quaderno degli appunti e delle storie.
So fermarmi ad ascoltare: una voce che mi parla, le parole scritte da qualcuno, una nave che salpa, ritagliandola con cura dal rumore di fondo della città indaffarata.
Se me li chiedessero, sarei in grado di dare buoni consigli, ne sono convinta: sono una persona dotata di buon senso e molta empatia. Anzi spesso mi sorprendo ad anteporre gli altri a me stessa, ma non me ne preoccupo quasi mai.
So raccogliere e trattenere i dettagli, anche quelli banali. La memoria è la condanna e la salvezza dei miei pensieri. Di dolore o gioia, saper ricordare è sempre un atto d’amore e di generosità per me.
So rovesciare la timidezza in allegria e in senso dell’umorismo, basta darmi del tempo e degli amici (e forse anche un mojito).
A causa di lunghi e ripetuti ascolti di My Favorite Things di Coltrane, ne anticipo nella mia testa ogni movimento, godendone un attimo prima che arrivi. Se fosse una poesia fatta di parole, ma lo è ed è fatta di musica, saprei quasi recitarla a memoria.
So lasciarmi sedurre dai colori e dalle forme degli oggetti e secondo me sto imparando a sceglierli e ad accostarli con una buona visione d’insieme o forse solo un pizzico di fortunato intuito.
Sto riscoprendo la bellezza del cucinare: le ricette esercitano la mia precisione, la mia pazienza, la mia manualità, la mia (poca) capacità d’improvvisare. E, non lo immaginavo, ma sto diventando brava in tutto questo.
So dire grazie, so chiedere scusa, so domandare posso. Con tutta la sincerità di cui dispongo.
Mi manca tanto non poterlo fare ogni giorno, ogni giorno senza è un giorno un po’ sprecato, ma io lo so: so di saper abbracciare, stringere, accogliere una testa sulla spalla.

(qui due esercizi che ti fanno innamorare di chi li ha scritti: Mich, l’iniziatrice, e Chiara)