Come fanno le mattine, come fanno
dico io, ad essere tutte uguali, ad essere il passo veloce verso il treno, le
teste che pendono dai sedili, gli occhi che si perdono nei finestrini, nei
telefoni, nei giornali, nei pensieri. Come fanno, dico io, ad essere il rumore
di fondo di parole ovattate, rotte
dallo stridore dei freni.
Mentre nella mia testa ti prendo
da dietro e ti chiudo ben stretta. T’ho presa, ti dico. Conosco l’assalto del
tuo odore, dei tuoi umori, delle tue parole strettissime che fanno l’amore con
la mia faccia.
4 commenti:
Bello, molto bello.
Grazie mille, manina (mi lusinga: il mio non è che un esercizio piccolissimo)
Splendido, profondo, bello.
Grazie, grazie, grazie.
:-)
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