mercoledì 20 febbraio 2013

Consegne

Oggi parlavamo del freddo, dell'inverno lungo: in questi giorni fortunati, i nostri, abbiamo tutto il necessario per stare al caldo, ma ricordo... Lei, saltellando da un tempo all'altro, con l'urgenza di parlare, di dire, di avere le mie orecchie tutte per sé, mi consegna l'immagine del nonno da giovane, guardia carceraria dalla sensibilità generosissima e cuore senza sbarre: per ripararsi dal gelo notturno, Guido si fasciava il petto con la carta di giornale, sotto il cappotto. E succede che per un attimo, il freddo del nonno, acuto da togliere il respiro forse, che mai ho conosciuto sulla pelle o nelle ossa, cresciute di benessere, è diventato, tra i pensieri e le parole, un po' anche il mio.

5 commenti:

elena petulia ha detto...

Che bello, questo sentire che trapassa generazioni e cuori

Laura ha detto...

Elena :-)

compitifacoltativi ha detto...

un freddo che scalda

compitifacoltativi ha detto...

un freddo che scalda

Anonimo ha detto...

Grazie per essere passato di qui, per questo post :-)
Laura