mercoledì 15 maggio 2013

(in cui dico troppe volte "io")

Io,
se mi guardi da vicino,
da molto vicino,
ma anche se mi guardi distratto,
da lontano,
come oggi al supermercato,
che avevo una striscia nera a tagliarmi la guancia,
una lacrima secca, un solco,
niente di cui mi fossi accorta,
io, se mi guardi,
"si vede", "lo capiscono",
a volte
sono una persona
triste.

Io,
se mi guardi da vicino,
sai che non resisto quando vedo un cane per strada,
gli rubo un tocco sul dorso morbido, di nascosto, come oggi,
io che tengo gli occhi per terra o sopra i tetti,
che ho un abito nuovo, rosso, un colore che non so portare eppure.
Io che cammino,
accarezzo col pensiero
perlopiù,
io che sono in prestito,
ma vorrei restare a lungo,
io, a guardarmi meglio,
devo dimenticarmi,
(io che respiro e sorrido)
e sdraiarmi, come so fare,
anche se mi pare di non esser comoda,
nell'impronta
di qualche forma
strana
o
piccola
di 
magnifica
felicità.




5 commenti:

Felipegonzales ha detto...

dico solo che ci vorrebbe un po' più tempo per se stessi e scrivere qualcosa, come hai fatto tu

Arthur ha detto...

Mi ero dimenticato di come fosse piacevole leggerti, per cui, lo prometto, tornerò più spesso.:-)

Ciao e buon fine settimana.

Ale ha detto...

:)

Laura ha detto...

Grazie davvero :-)

Mi mancava passare di qui e leggere chi si ferma a leggere. Grazie!

compitifacoltativi ha detto...

Da vicino, in fondo, nessuno è quello che sembra