mercoledì 20 febbraio 2013

Consegne

Oggi parlavamo del freddo, dell'inverno lungo: in questi giorni fortunati, i nostri, abbiamo tutto il necessario per stare al caldo, ma ricordo... Lei, saltellando da un tempo all'altro, con l'urgenza di parlare, di dire, di avere le mie orecchie tutte per sé, mi consegna l'immagine del nonno da giovane, guardia carceraria dalla sensibilità generosissima e cuore senza sbarre: per ripararsi dal gelo notturno, Guido si fasciava il petto con la carta di giornale, sotto il cappotto. E succede che per un attimo, il freddo del nonno, acuto da togliere il respiro forse, che mai ho conosciuto sulla pelle o nelle ossa, cresciute di benessere, è diventato, tra i pensieri e le parole, un po' anche il mio.

lunedì 18 febbraio 2013

(anche se non siamo pesci)

Niente mi sembra mai abbastanza, quando non so parlare davanti al gesto di fiducia, di confidenza delle lacrime altrui. Niente, se non che vorrei farmi a metà e poi ancora a metà e poi ancora metà. Torno a casa, cucino il mio cibo, allungo la ciotola al gatto. Mi ringrazia con virgole sinuose tra le gambe. Perché gesti che si ripetono sempre uguali e spesso ho la sfacciataggine di sentire vuoti e ripiegati, solitari, su se stessi, a volte sanno di indicibile generosità per il solo fatto di farmi esistere, pensare e esserci anche domani?
I pesi si ridistribuiscono.
Sott'acqua, s'impara a respirare.