mercoledì 17 luglio 2013

mare



Te lo racconto
senza parole.
Un'onda mi ha sommersa,
mescolata, 
come fossi
il più piccolo dei pesci.
Sono morta, poi ho riso.
O respirato?
Mi restano:
un taglio rosso e vivo sotto il piede,
che pulsa come un cuore sconosciuto,
lunghe alghe e
granelli di sabbia nell'intreccio dei capelli,
conchiglie nel costume,
poco costume,
il frammento di una rete consunta che avviluppa qualcosa al centro
del mio petto.
Se la tua bocca si avvicina
e le tue mani,
e il tuo naso anche,
te lo dicono loro
che sono viva.
Di nuovo.