lunedì 17 novembre 2014

senza

Ho perso il conto delle settimane assopite. Ho lasciato che l'autunno (che ha il mio colore preferito) se ne andasse, senza riguardo, senza meraviglia, senza evasione, tra i vuoti di un lavoro e i vuoti di una casa e il troppo pieno della famiglia, a cui non sempre si può spiegare. Sono ingiusta e ingrata. Questo vuoto sono io, che sono incapace di riempire.
E' tornato un vecchio nemico, mi fascia la testa: cosa ci fa qui, la mattina, non lo so, lo lascio (dis)fare perché poi penso che se ne andrà. 
Lo trascino via dagli occhi. Ma non mi sento più leggera, mi sento solo più nascosta.
Mi sento senza parole, senza frivolezza, senza bellezza.
Mi sento senza.


9 commenti:

Zu ha detto...

Per essere un vuoto, esondi pienezza e profonda sensibilità. Forse più che un vuoto, si tratta di una forma che andrebbe modellata a carezze.

Laura ha detto...

Grazie di cuore, Zu, la tua carezza l'ho avuta passando di qui.

Zu ha detto...

:-)*

Anonimo ha detto...

te non sei vuota, ti ci senti ma non lo sei

kovalski ha detto...

che brutto triste sentire, sentire così...

Laura ha detto...

Aspetto la primavera :-)

kovalski ha detto...

è arrivata?
;-)

Laura ha detto...

Devo guardare oltre le nuvole :-)

E forse quando arriverà, tornerò a scrivere di nuovo qui.

kovalski ha detto...

allora adesso puoi. guarda che cielo azzurro. ..