martedì 18 marzo 2014

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Mi immaginavo plurale, mi immaginavo su una barchetta esile d'aspetto ma salda, di porto in porto, di vento in vento, a discutere della giusta direzione. Mi immaginavo delle mani e forse delle ginocchia (piccole) sulle spalle, grandi pensieri condivisi come tavole apparecchiate quando è festa. O quando si saluta un amico.
Navigo a vista invece, fantasticando piccole tratte, mi concedo lunghi bagni solitari, dove sono praticamente ferma, a pancia in su, portata dall'acqua, guardata dal cielo.

mercoledì 12 marzo 2014

Un po' prima della primavera

Adesso che è primavera, 
se non la vedessi, 
la sentirei comunque
scivolare nel naso, 
aggrapparsi ai polmoni, 
respirare azzurrità e verde tenero che cresce e parole inventate. 
Adesso che sono primavera anche io, 
ti aspetterei a casa 
oppure arrivando, 
ti troverei e
nel chiarore della sera,
distesa tra il blu e la lavanda, 
non potrei stupirmi:
scivoleresti nel naso, 
ti aggrapperesti ai polmoni, 
respireremmo parole sconosciute 
per farle innamorare.