venerdì 27 giugno 2014

Ritornare

Ritornare.
L'ultima mattina ti ho guardata nella tua luce limpida e perfetta, ti ho percorsa con l'affanno dell'arrivederci. Mi sono ricordata dello stupore dei grattacieli, quelli che si sono aperti (o chiusi?) sulla mia testa dopo l'intrico ipnotico del metrò: la prima volta non potevo smettere di ridere del solletico della mia piccolezza, della sorpresa di tanta potenza, dei miei piedi leggerissimi e increduli sullo stesso asfalto dei giganti, dei miei occhi arrampicati sulla vitrea perfezione. Ti ho sorriso nello sguardo dei compagni di viaggio (i pochi ma buonissimi per me), l'ultima mattina: la malinconia felice sa di birra amara e chiara, con il nome di donna, consumata sopra un tetto, molto vicini al blu, molto vicini al sole, come seconda colazione, un po' di stordimento, zaino di nuovo in spalla e via. Via davvero, però.
Ritornare.
Ripartire in ogni parola, nelle foto, nelle promesse, nella bellezza degli incontri e dell'essere esattamente lì dove mi ero pensata. Nel mondo che mi verrà incontro mentre, con scarpe comode e consunte, lo percorro. Ancora e ancora.



venerdì 13 giugno 2014

"Tieni gli occhi ben aperti e non smettere di interrogarti su ciò che vedi"*

Parto.
Non sono pronta forse, ma non lo sono quasi mai. 
Ed è come se partissi con una nostalgia già dentro: la nostalgia del "prima", della prima volta, del primo sguardo su un orizzonte differente. Vorrei essere la valigia di me stessa, in questo viaggio, dopo tanto tempo passato a battere il naso sulla finestra. Non conosco i miei compagni d'avventura, ma sembra che ci faremo strada insieme: ho voglia di condividere, di guardare gli altri con gli altri, di parlare e ascoltare, di sorridere lo stupore e stupire il sorriso. Di scoprire: aprire porte, salire scale, varcare cancelli, mangiare cose che mai avrei creduto di raggiungere. Viaggio anche così: lascio indietro il silenzio delle giornate e metto i miei passi tra milioni di passi.
Parto. Verso un immenso e Nuovo Mondo.

*La frase a titolo del post è tratta da un piccolo, bel libro sulla New York da "assaggiare" di Paolo Cognetti, Tutte le mie preghiere guardano verso ovest, EDT.

ps. mi piacerebbe trovare il tempo di scrivere mentre sono via, ma probabilmente non riuscirò a farlo sulle pagine virtuali di questo blog. Porto con me una moleskine viola e poi, prometto, porterò qualcosa qui.