lunedì 17 novembre 2014

senza

Ho perso il conto delle settimane assopite. Ho lasciato che l'autunno (che ha il mio colore preferito) se ne andasse, senza riguardo, senza meraviglia, senza evasione, tra i vuoti di un lavoro e i vuoti di una casa e il troppo pieno della famiglia, a cui non sempre si può spiegare. Sono ingiusta e ingrata. Questo vuoto sono io, che sono incapace di riempire.
E' tornato un vecchio nemico, mi fascia la testa: cosa ci fa qui, la mattina, non lo so, lo lascio (dis)fare perché poi penso che se ne andrà. 
Lo trascino via dagli occhi. Ma non mi sento più leggera, mi sento solo più nascosta.
Mi sento senza parole, senza frivolezza, senza bellezza.
Mi sento senza.